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Soprattutto, l'ignoranza uccide

Sulla questione delle dichiarazioni di Carlo Giovanardi sulla morte di Stefano Cucchi, mi vengono in mente due battute di Paolo Rossi.
La prima è che secondo il sottosegretario all presidenza del Consiglio dei Ministri, Cucchi è morto di "Scajòla". "Quella malattia che si prende soprattutto d'estate, specialmente sul litorale ligure, che si manifesta con lividi, tumefazioni e sanguinamenti, un po' come se ti avessero preso a manganellate".
La seconda è che, mi pare evidente, il Sign. Giovanardi è un eccelente caso di fuga all'estero di cervello, ma che ci ha lasciato qui il corpo, mentre lui sta in una comune francese a farsi le canne, e gli effetti si vedono qui (nell'originale era riferita a Buttiglione).
Perchè solo così si può spiegare quello che questo signore va dicendo.
Sin dalle sue prime dichiarazioni sulla vicenda, non a mai preso in considerazione quello che le foto mostrano in maniera inequivocabile. Ma ha sempre giocato sul fatto che Cucchi avesse dei problemi con la droga, e arrivando a sostenere che "Stefano Cucchi è morto di testamento biologico, non ha voluto essere alimentato nè idratato".
Poi, per non lasciarci immaginare che fosse solo uno scivolone del momento, ieri ha rincarato la dose. "Stefano Cucchi era uno spacciatore abituale, drogato, sieropositivo e anoressico". Ed ecco che qui, entra in campo la Scajòla, che citavo prima. Perchè a vedere le foto di Cucchi morto, beh, a me pare che quelli citati da Giovanardi non possano essere le cause della morte. No, perchè sarà vero che se sei anoressico sei debole... ma sicuramente non ti vengono dei lividi e delle tumefazioni al volto, ed è difficile che una dose di rompa le vertebre....
Ignora, volutamente, Giovanardi, che dalle cartelle cliniche, risulta che Cucchi stesse facendo lo sciopero della fame, perchè chiedeva di poter parlare col suo avvocato, cosa che gli è stata negata. Ignora, il sottosegretario, che in tutta questa storia c'è un ragazzo di 31 anni morto, mentre era sotto la tutela dello stato, che alla sua famiglia è stata negata ogni visita (e non è stata data un'informazione corretta su come poter visitare il proprio parente), ogni informazione sul suo stato di salute e che le cartelle cliniche risultano manomesse.
C'è da capire, approfondire.... e non chiudere ostinatamente occhi e orecchie sul mondo carcerario. Perchè, purtroppo, quello che è accaduto a Stefano Cucchi, non è un caso sporadico e isolato. Qualcosa non va, molto va cambiato.
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MIa zia e il PD

In questi giorni mia zia, 35 anni, si è espressa su tutt'e tre i candidati alla segreteria del PD.
Raccolgo le sue spigolature:

Franceschini, al tg fanno vedere pezzi del suo "discorso alle donne". Mia zia:"Ma sta leggendo lettere che sono avanzate a Veltroni?"

Marino: vede una foto sulla mia homepage di facebook con Marino e dei ragazzi. Mi chiede: "Chi è quello al centro?", io le dico che è Marino. Lei: "ah... boh, credevo fosse uno di quelli di Amici".

Oggi si è espressa sul neo-segretario Bersani. Al tg qualcuno esprime qualche perplessità, temendo un ritorno al passato. "Bersani è il nuovo che è avanzato."

Così ne ho per tutti.
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Ci vediamo in Piazza Farabutta

Giornate che mi fanno chiedere perchè non ci posso campare di stò lavoro.
Le foto della manifestazione

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incazzandosi

Questo è un post che macera nella mia testa e sulla mia moleskine da tempo, poi per un motivo o per un altro, non ho mai trovato il tempo, la voglia, il modo di esprimerlo.
Ma oggi sto col piede sul limite delle sopportazioni. E oggi la tastiera scorre sotto le mie dita. I pensieri si trasformano in lettere sullo schermo bianco.
Sarà l'incazzatura che mi rende così prolifica...
Sta di fatto che io ho una passione. Grande, e nota a tutti. Perchè la macchina fotografica vive quasi con me. Perchè gli investimenti che faccio sono tutti in quel verso. E capita, a volte di avere belle soddisfazioni. Il problema è che le soddisfazioni non pagano affitti, tasse o vestiti. Riempiono l'anima, E basta.
Uno vorrebbe farne un lavoro di questa passione. O una parte del suo lavoro. Il problema è che, sarà la crisi, saranno mille altre cose, il lavoro, quel lavoro, non arriva. E mentre tu lasci che le ansie ti assalgano. Perchè ci sarebe da pagare la rata dell'univeristà, ci sono i libri da comprare, e di pesare sui genitori proprio non ti va. Ecco, mentre tu stai così, mentre pensi che si, vabbè, a questo punto va bene anche tornare a fare la commessa, chi se ne frega, basta che mi renda indipendente. Ecco, piano piano scopri che, cazzo, il significato della parola COPYRIGHT e ignoto ai più. E le tue foto se le fregano, le usano. E un pò ti rode, perchè sarebbe carino, che ne so, un rigo di ringraziamento, il mio nome sulle foto, un riscontro economico (che tanto non costo quanto un fotografo professionista). Nulla. Forse perchè una foto la vedi, e non vedi quello che c'è dietro. Non vedi i soldi spesi in attrezzatura, non vedi il tempo passato, la passione, lo studio. Vedi solo l'atto finale, e ti pare nulla di male.
Medito.
Medito che forse è il caso di farsi dure. Di iniziare seriamente a spedire fatture. O se non si è capaci di questo. Appendere il flash a un chiodo.
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Annuncio di Lavoro

Considerato i toni che sta prendendo la questione.
Considerato che pare esserci un regolamento di conti interno al PDL (che poi, perchè dicono "La PDL"? è maschile popolo delle libertà... mah), ma che tra poco ci si dedicherà anche agli alri partiti.
Vorrei far sapere a Feltri che nel mio archivio fotografico è presente la sequenza di un noto politico con le dita nel naso e poi in bocca, interessa?
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Vittima di se stessi

La domanda che mi pongo in questi momenti è: Ma quando parliamo di parlamento pulito, un parlamento senza pregiudicati, parliamo in modo generale o siamo abbastanza realisti da saper distinguere tra i reati di corruzione, contro il patrimonio, di criminalità, di mafia e quei reati che sono dovuti a cause diverse. A sentire Grillo neanche la nostra repubblica sarebbe dovuta nascere, perchè buona parte dei fondatori erano pregiudicati, la loro colpa era essere contro il Fascismo.
La domanda sorge dopo aver letto questo:
"Il 4 ottobre 2009 nascerà il nuovo Movimento Nazionale a Cinque Stelle. Nascerà in Rete. Ogni cittadino italiano incensurato e non iscritto a un partito potrà aderire.[...]I partiti sono morti, non voglio fondare un "partito", un apparato, una struttura di intermediazione, ma dare vita a un Movimento con un programma. Chi aderisce al programma si presenta agli elettori e chiede il voto. Come è successo per Luigi De Magistris e Sonia Alfano, eletti dalla Rete, votati in massa dalla Rete, che parlano e parleranno ai loro elettori, in modo diretto, attraverso la Rete."

Quindi lui per primo non potrà far parte del movimento che fonda. Perchè, ricordiamo, lui è un pregiudicato. Per un reato che, onestamente, non pregiudica l'integrità di una persona. Un incidente stradale che ha portato alla morte di alcune persone. è una sfortuna, può accadere, e i motivi sono i più vari, molti al di fuori della nostra volontà.
Il problema, per me, è proprio l'eccesso di qualunquismo, banalismo che Grillo sta portando nella società. L'intelligenza sta nel saper distinguere tra i diversi casi.
Grillo resta, quindi, vittima di se stesso.
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Foto da Cortona



Mentre attendo di caricarle poi sul mio flickr, intanto sono tutte qui.
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Pause

Non è un periodo semplice.
è un periodo di ricerca. di tante cose. di un lavoro. di una mia via. di un mio equilibrio.
è stata un'estate sfigata, in un 2009 che per il momento ha brillato poco, e che mi sta facendo sperare che il 2010 venga preso a farmi voltare pagina.
è un periodo un pò depresso e compresso.
sto così, con 1000 pensieri in testa, col magone in gola e una lacrima dietro l'angolo (dell'occhio).
Mi manca qualcosa, mi manca qualcuno.
Ma tant'è. si vive, si va.
Tu ti sarai già scordato id me, o almeno così pare.
Intanto tra 7 ore parto. 3 giorni a sentire parlare di web (e pareva brutto partire lasciando il blog orfano), al mare. Magari ci scappa pure che strappo il primo bagno della stagione (no tanto per dire che quest'anno il mare neanche col binocolo. solo in tv e nelle foto degli altri).
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ringraziare il divino



La voce da sogno di Francesco Pannofino dà spessore alle parole di Borges...

Ringraziare voglio il divino
labirinto delle cause e degli effetti
per la diversità delle creature
che compongono questo universo singolare,
per la ragione, che non cesserà di sognare
un qualche disegno del labirinto,
per il viso di Elena e la perseveranza di Ulisse,
per l’amore, che ci fa vedere gli altri
come li vede la divinità,
per il saldo diamante e l’acqua sciolta
per l’algebra, palazzo di precisi cristalli,
per le mistiche monete di Angelus Silesius,
per Schopenhauer,
che forse decifrò l’universo,
per lo splendore del fuoco
che nessun essere umano può guardare
senza uno stupore antico

per il mogano, il sandalo e il cedro,
per il pane e il sale,
per il mistero della rosa
che prodiga colore e non lo vede,
per certe vigilie e giorni del 1955,
per i duri mandriani che nella pianura
aizzano le bestie e l’alba,
per il mattino a Montevideo,
per l’arte dell’amicizia,
per l’ultima giornata di Socrate,
per le parole che in un crepuscolo furono dette
da una croce all’altra,
per quel sogno dell’Islam che abbracciò
mille notti e una notte,
per quell’altro sogno dell’inferno,
della torre del fuoco che purifica,
e delle sfere gloriose,
per Swedenborg,
che conversava con gli angeli per le strade di Londra,
per i fiumi segreti e immemorabili
che convergono in me,
per la lingua che secoli fa parlai nella Northumbria,
per la spada e l’arpa dei sassoni,
per il mare, che è un deserto risplendente
e una cifra di cose che non sappiamo,
per la musica verbale d’Inghilterra,
per la musica verbale della Germania,
per l’oro che sfolgora nei versi,
per l’epico inverno
per il nome di un libro che non ho letto,

per Verlaine, innocente come gli uccelli,
per il prisma di cristallo e il peso d’ottone,
per le strisce della tigre,
per le alte torri di San Francisco e di Manhattan,
per il mattino nel Texas,
per quel sivigliano che stese l’Epistola Morale,
e il cui nome, come preferiva, ignoriamo,
per Seneca e Lucano, di Cordova,
che prima dello spagnolo
scrissero tutta la letteratura spagnola,
per il geometrico e bizzarro gioco degli scacchi,
per la tartaruga di Zenone e la mappa di Royce,
per l’odore medicinale degli eucalipti,
per il linguaggio, che può simulare la sapienza,
per l’oblio, che annulla o modifica i passati,
per la consuetudine,
che ci ripete e ci conferma come uno specchio,
per il mattino, che ci procura l’illusione di un principio,
per la notte, le sue tenebre e la sua astronomia,
per il coraggio e la felicità degli altri,
per la patria, sentita nei gelsomini
o in una vecchia spada,
per Whitman e Francesco d’Assisi che scrissero già
questa poesia,
per il fatto che questa poesia è inesauribile
e si confonde con la somma delle creature
e non arriverà mai all’ultimo verso
e cambia secondo gli uomini,
per Frances Haslam, che chiese perdono ai suoi figli
perché moriva così lentamente,
per i minuti che precedono il sonno,
per il sonno e la morte,
quei due tesori occulti,
per gli intimi doni che non elenco,
per questa musica, misteriosa forma del tempo.


Jorge Luis Borges.
Un’altra poesia dei doni
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Ricordare è un dovere


Oggi, per la prima volta, ho fotografato le lacrime di un uomo.
Lacrime disperate, di una ferita che ancora non si chiude.
Era accanto a me, attaccato alle transenne nel piazzale della stazione di Bologna, alla commemorazione delle vittime della strage del 2 agosto 1980.
Dopo il discorso di Paolo Bolognesi, ci sono i fischi del locomotore, che alle 10.25 ricordano il momento dello scoppio della bomba.
Il minuto di silenzio è rotto dai singhiozzi dei tanti parenti, che ogni anno arrivano a Bologna per ricordare.
La cerimonia procede. E dopo il sindaco. Che scandisce a chiare lettere, che di Strage Fascista si trattò, arriva il rappresentante del governo. Sua Eccellenza, il ministro Sandro Bondi. Accolto dai fischi, decide di attaccare, e nel suo discorso, che parla di strage, parla di eversione e disegni per sovvertire lo stato, si scorda di ricordare la matrice politica di quell'abberrante atto. Il signore accanto a me, torna a singhiozzare, urla, si agita.
"Non sei degno di stare qui, vattene. Ho perso mia madre qui, 29 anni fa, vattene!", e piange.
Quelle lacrime, quel dolore. Dopo 29 anni.
29 anni in cui si è venuti a capo di chi portò la valigia carica di esplosivo. Ma non di chi ordinò la strage.
29 anni in cui si è assistito al proprio, inosorabile, dolore, a quello delel altre vittime, e contemporaneamente si vedono gli esecutori uscire di galera. Sapere che nel giro di qualche anno saranno totalmente liberi. Nonostante abbiano, strage esclusa, un carico dai 3 ergastoli in sù a testa. Nonostante non abbiano mai ammesso le loro responsabilità. Saranno liberi.
Il dolore di queste persone, il dolore di questa città, resteranno lì, irremovibili. Vivranno in quell'orologio fermo alle 10.25, in quello squarcio nel muro della sala d'aspetto, nelle parole spezzate di Pertini, che piange. Vivranno nel sentire raccontare quanti bolognesi si precipitarono per aiutare, in quanti si misero a disposizione. In quanti abbiano saputo reagire immediatamente, facendo capire che no, Bologna non si sarebbe lasciata distruggere.

Per chi, come me, quel 2 agosto ancora non c'era, ricordare è un dovere. Sentire giovani che non sanno cosa sia accaduto è come far scoppiare ogni giorno quella bomba.
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Oggi sciopero


"Adesione all'appello di Diritto alla Rete contro il DDl alfano che imbavaglia la Internet italiana".
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Necessitano di ripassi

Dialogo con un non precisato impiegato de L'Unità Bologna:
IO-Salve, sono due giorni che usate foto mie senza neanche degnarvi di mettere i credits (figurarsi pagarle).
LUI -Ah, no, guardi, per un errore oggi la foto ha coperto la scritta flaviodelbono.it, vede si intravvede un pò.
IO - No, i credits è la firma del fotografo
LUI - Beh, è uguale
IO - No, le dò una notizia.... le foto non le scatta un sito, ma un persona in carne, ossa e flash (nella fattispecie IO!). Poi non parliamo del fatto che avreste dovuto chiedermi il parere e, particolare non meno importante, pagarmi.
LUI - Eh, si ma lo fanno tutti i giornali
IO - Guardi, infatti sto facendo la gentile e vi chiamo, altri si ritroverebbero la lettera dell'avvocato con fattura allegata.
LUI - ma noi abbiamo chiesto e ci hanno detto che le foto erano su quel sito.
IO- Questo non vuol dire che non dobbiate rispettare il mio lavoro. Io oggi in prima pagina vedo una foto di Berlinguer con accanto il nome del fotografo...
LUI - eh si. Ma quella è pagata.
IO - Bel ragionamento del piffero, a maggior ragione sarebbe il caso di mettere il nome del fotografo se manco la pagate.
LUI - è che siamo in due in questi giorni...
IO - Se vi scordaste la firma di un giornalista sotto un pezzo quello vi ucciderebbe, e nel più dei casi fa copia&incolla da agenzie. Io ho pure i costi dell'attrezzatura.
LUI - Si, vabbeh, cercheremo di non farlo più
IO - Ennò ciccio. Una volta ci passo su, la seconda vi chiamo. La terza c'è l'avvocato. La quarta manco ve lo sto a dire.
LUI - no beh...
IO - penso abbiate un ufficio legale che, se non lo ha studiato all'università, le può spiegare l'esistenza e il significato del Copyright e del diritto d'autore.
LUI - Si, ci scusi. Allora. Non capiterà più.
IO - Bravo.

Ma perchè gli viene così difficile capire che le foto non si scattano da sè, ma c'è una persona che ha speso migliaia di euro, e che non ci stà a farsi prendere in giro così facilmente.
Giornalisti scalzacani.
Però le mie foto stampate su un giornale sono proprio belle.
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Sondaggi dal cielo

Lo sappiamo ormai tutti, no?
L'agenzia Freedom House nel suo rapporto del 2009 ha declassato l'Italia da paese "libero" (free) a "parzialmente libero" (partly free).
E i media italiani? cercano di ribellarsi da questo fastidioso bollino? (io già da cittadina sono schifata, se poi fossi una giornalista professionista, oltre ad esserne schifata, beh, forse tenterei di migliorare le cose).
Invece: Piccolo compito a casa.

Qualche settimana fa il Presidente del Consiglio, a Napoli, parlando ai giornalisti esulta: "I sondaggi che ho io mi danno il 75,1% di consensi, mentre Obama è al 59%. Quindi il mio è un record assoluto".
I dati a cui si riferisce parlano di popolarità per del leader politico, non sono le intenzioni di voto.
Ok, negli ultimi 15 anni abbiamo avuto la dimostrazione che, ahinoi, ci sono molti italiani che apprezzano Berlusconi. Però, la domanda sorge spontanea. Che sondaggi sono? Da dove vengono? Scendono dalla montagna del sapone?
Si è rimesso a chiamare i centralini delle linee Hot, come già nel 2006? Ha mandato i suoi a fare sondaggi?
TV e giornali si sono limitati a prendere per buoni i dati di Silvio, che tanto per cambiare, per dare credibilità ai suoi dati, fornisce dati con la virgola.
Ora. Nessuno si è chiesto che sondaggi siano.
Invece, è interessante notare come sia visto Berlusconi anche dall'estero.
L'emittente televisiva francese France 24 e l'International Herald Tribune, hanno commisionato al'istituto Harris Interactive un sondaggio.
Il sondaggio è stato effettuato su un campione di 6.538 persone (età 16-64) in Francia, Germania, Gran Bretagna, Spagna e Stati Uniti e in Italia, tra il 25 febbraio e il 3 marzo.

Ecco dunque gli indici di popolarità dei principali leader mondiali (media dei sei paesi):

1. Obama 80%
2. Dalai Lama 74%
3. Merkel 51%
4. Blair 48%
5. Sarkozy 40%
6. Ratzinger (Papa Benedetto XVI) 39%
7. Brown 36%
8. Zapatero 35%
9. Ban Ki-Moon 33%
10. Barroso 30%
11. Lula 25%
12. Berlusconi 17%
13. Fidel Castro 16%
14. Putin 16%
15. Chavez 14%
16. Mednev 10%
17. Hu Hintao 9%
18. Al-Assad (Siria) 8%
19. Ahmadinejad 6%

Obama è primo, Berlusconi solo dodicesimo su diciannove.
Parlando a livello europeo: la Merkel è prima (al terzo posto in assoluto) e Silvio è l'ultimo.
Leggendo il documento dell'istituto di ricerca si nota come il gradimento di Berlusconi è buono tra i telespettatori-elettori italiani (38%) ma decisamente più inferiore in Europa e negli Stati Uniti: 16% negli USA e in Spagna, 13% in Inghilterra, 12% in Germania e il 7% in Francia.
Tra tutti i leader occidentali, Berlusconi è quello con la più grande differenza tra la popolarità interna (38%) e quella media tra i sei paesi (17%), ben 21 punti percentuali di differenza.
La Harris International scrive:
"La grande differenza tra la popolarità del Primo Ministro Berlusconi in Italia rispetto agli altri paesi è sicuramente il riflesso del suo controllo sulla gran parte dei media italiani".

Leggendo il rapporto del sondaggio, anche relativamente al calo di gradimento per Berlusconi tra novembre ed aprile, sembra più che opinabile anche ciò che pubblicizzano i diversi giornali della famiglia Berlsuconi, secondo i quali "Con Berlusconi, l’apprezzamento del nostro paese all’estero è aumentato"
Persino in Italia la sua popolarità è diminuita dal 43 al 38%.

Ok. tutto questo per dimostrare che se io, ho potuto trovare questo sondaggio, semplicemente imbattendomici in un semplice giro su internet. Cosa non ha permesso lo stesso alle mille redazioni di tg e giornali italiani?

Ah, in Finlandia un partito candidato alle europee ha perfino lanciato uno slogan: "votateci, fermeremo Berlusconi".

Per chi volesse leggere il sondaggio: Harris Interactive
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Ecco il perchè

Provo a rispondere a chi, nel commento ad un album fotografico su facebook mi chiede: "perchè sprechi del tempo per quel cumulo di pecoroni che io macellerei volentieri"

Non perdo tempo. Lavoro. E lavoro non per una persona, un partito. Lavoro per un progetto, che va oltre l'orticello dei cazzi miei.
Vedi, il punto è questo. Da un lato i politici degli ultimi anni hanno portato avanti un modo di fare politica che ha allontanato la maggiorparte delle persone.
E allora, c'è chi semplicemente decide che di politca non vuole più saperne. Fingendo di non accorgersi che tutto quello che fai è politica. Perchè se tu, o un tuo caro, dall'oggi al domani vi ritrovate in mezzo alla strada, senza neanche uno straccio di cassa integrazione. Anche quello è politica. Se un mese prima ti hanno detassato gli straordinari, che magari la tua azienda te ne ha fatti fare comunque pochi, e poi il mese dopo siete dietro a chiudere, o non ti rinnovano il contratto. Anche quella è politica. Se nelle famiglie da settembre uno dei due coniugi, prevedibilmente la donna, dovrà lasciare il lavoro perchè non c'è più il tempo pieno a scuola, che si occupi di tuo figlio, mentre tu lavori. Anche quella è politica.
Puoi decidere di macellare tutti i pecoroni. E non votare. Ma devi essere coscente che tutto quello che succederà, un pò te lo sarai cercato.
Oppure. Puoi decidere di guardarti intorno, togliendo le fette di prosciutto dagli occhi. E andare oltre le grida populistiche di un comico improvissatosi aizzatore di masse. Che fa indiscriminatamente di tutta l'erba un fascio. Al rogo tutto e tutti. I migliori, quelli senza macchia, siamo solo noi. Io qualcosa lo condivido con Grillo. Ma molte cose no.
Anche io penso che lo stipendio e i privilegi dei nostri rappresentanti siano troppo alti. Ma non credo che SOLO diminuendoli si risolvano i problemi del paese. Una volta che tutti quei soldi restano in cassa, bisogna saperli usare.
Anche io credo che il contributo pubblico ai giornali sia esagerato. Ma lo è solo quando questo contributo viene elargito a fogli pubblicati solo per capriccio di 3 parlamentarucoli, o quando il giornale in questione stampa migliaia di copie in più (che poi regala o vanno al macero), solo per poter avere un contributo più alto. Quel contributo statale garantisce a certi giornali di andare in edicola, e di informare. Giornali che da quando quel contributo non c'è più, rischiano di chiudere, impoverendo il nostro panorama informativo (già fin troppo scarso e controllato).
Ci vogliono progetti concreti. Non solo urla contro questo o quell'altro.

E allora. L'altra scelta è lavorarci. Tenendo sempre presente un orizzonte che scavalca, come dicevo, il nostro cortile. Perchè la verità è che parte della disaffezione politica che c'è, è dovuta ad un eccesso di individualismo. Il sindaco, il parlamentare o chi per essi non è in grado di risolvere il mio problema? E allora sono tutti degli incapaci.
è un lavoro che si fa perchè un domani, si spera non troppo lontano, tutte le donne possano decidere, in piena libertà, se andare a lavorare o stare in casa coi figli. E sia una scelta non dettata dai conti che ci si fanno in casa (il mio stipendio, e qualcosa in più, va tutto alla baby sitter). Perchè ci sia l'accesso reale, per chi vuole, all'università. Perchè una volta finiti gli studi ci si possa realizzare nel proprio campo. E non fare i precari a vita. Perchè più nessun genitore debba andare a prendere la spesa alla Caritas, e poi, tornato a casa, fingere di essere stato al supermercato. Solo per dignità.

Da entrambe le parti ci sono politici che pensano solo ai loro affari, e a se stessi. Ma c'è anche chi lavora, e pensa seriamente al paese.
è per il progetto che presenta una di queste persone che io lavoro.
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Ammettiamolo. Sono l'unica inviata a Bologna. C'era poco scampo. Ma una può fare, almeno per mezza giornata, l'orgogliona?
Ecco. Io oggi lo sono. Perchè ieri Mr. Dario Franceschini, alias il SegreDario, era a Bologna. E io ho scritto 4 cose per il sito del pd.
Ed eccole qui.
Grazie a Marco, il miglior Pr che si possa avere ;D.